Giro d’Italia 2026, bis di Jonas Vingegaard a Corno alle Scale! 3° Davide Piganzoli, Giulio Pellizzari perde 1’28”

Secondo arrivo in salita del Giro d’Italia 2026 e secondo successo di Jonas Vingegaard. Il danese della Visma | Lease a Bike ha risposto senza troppi problemi all’attacco lanciato da Felix Gall a circa 2500 metri dal traguardo di Corno alle Scale e, dopo aver raggiunto e distanziato l’attaccante Giulio Ciccone (Lidl-Trek), ha poi staccato l’austriaco appena dentro l’ultimo chilometro, involandosi verso la vittoria e chiudendo con 12″ di vantaggio sul portacolori della Decathlon CMA CGM. Terzo posto, a 34″, per il compagno di squadra Davide Piganzoli, capace nel finale di rimontare Thymen Arensman (Netcompany Ineos), mentre ha chiuso quinto la Maglia Rosa Afonso Eulálio (Bahrain Victorious), che mantiene il simbolo del primato

Giornata no per Giulio Pellizzari (Red Bull-Bora-hansgrohe), che ha perso contatto a poco meno di quattro chilometri dalla conclusione ed è giunto all’arrivo con un ritardo di 1’28”, scivolando così al nono posto in classifica a 2’51” da Vingegaard. Il danese mantiene invece la seconda piazza nella generale e ora deve recuperare 2’24” a Eulálio, mentre Gall è terzo a 2’59”.

Il video dell’arrivo

Il racconto della corsa

Tappa che fa gola alla fuga da lontano ed è bagarre fin dal chilometro zero. Il primo a muoversi è Fredrik Dversnes (Uno-X Mobility) che guadagna una manciata di secondi, ma alle sue spalle si susseguono gli scatti, con un attivissimo Giulio Ciccone (Lidl-Trek) che prova ad approfittare del lavoro di Max Walscheid per avvantaggiarsi sul gruppo. I tentativi vengono annullati e al terzo chilometro parte da solo Davide Ballerini (XDS Astana Team), sul quale si riportano poco dopo Edward Planckaert (Alpecin-Premier Tech) e Lorenzo Milesi (Movistar Team).

In uno scenario analogo a quanto accaduto ieri, i tre trovano un discreto accordo e guadagnano trenta secondi sul gruppo, che viaggia a scatti. A caccia della fuga vanno anche i velocisti Jonathan Milan (Lidl-Trek) e Paul Magnier (Soudal Quick-Step), in cerca di punti per la Maglia Ciclamino. Dopo una trentina di chilometri, i due si ritrovano in compagnia di Planckaert, che nel frattempo si era rialzato, e di Manuele Tarozzi (Bardiani CSF 7 Saber), Rémi Cavagna (Groupama-FDJ United), Nelson Oliveira (Movistar Team), Nicholas Schultz (NSN Cycling Team), Hartthijs de Vries (Unibet Rose Rockets) e Thomas Silva (XDS Astana Team).

Un tentativo interessante, che però ha vita breve perché manca l’accordo tra gli attaccanti. Va meglio quattro chilometri dopo, quando allunga Einer Rubio (Movistar Team), raggiunto da Tim Naberman (Team Picnic PostNL) e Sakarias Koller Løland (Uno-X Mobility). L’ammiraglia informa Milesi dei movimenti e il battistrada smette di dare i cambi a Ballerini per favorire il rientro del compagno. Tutto questo mentre dal gruppo escono anche Jonas Geens (Alpecin-Premier Tech), Martin Marcellusi (Bardiani CSF 7 Saber) e Mattia Bais (Team Polti VisitMalta). Ed è la volta buona: il gruppo rallenta e tutti i corridori in avanscoperta si ricompattano.

Rapidamente, gli otto uomini al comando arrivano a guadagnare un minuto, mentre un ultimo scatto disperato da dietro lo tentano Manuele Tarozzi (Bardiani CSF 7 Saber) e Chris Hamilton (Team Picnic PostNL), senza fortuna. Si arriva così allo scoccare della prima ora di corsa, con più di 50 chilometri percorsi, con una situazione cristallizzata. Quando il vantaggio dei fuggitivi tocca i tre minuti, in testa al gruppo si vanno a piazzare gli uomini della Decathlon CMA CGM e a svolgere il lavoro principale è Rasmus Søjberg Pedersen, la cui azione riporta i battistrada a 1’50” a 80 chilometri dall’arrivo.

Poco dopo, sulla salita non categorizzata di Monte della Capanna, il gruppo rallenta leggermente l’andatura e ne approfitta Giulio Ciccone (Lidl-Trek) che si lancia al contrattacco seguito da Diego Ulissi (XDS Astana Team) e Toon Aerts (Lotto Intermarché). I tre guadagnano subito 45 secondi sul plotone e riescono, ai -60 dalla conclusione, a riportarsi sulla fuga. Nel tratto di avvicinamento alla salita di Querciola, antipasto dell’ascesa conclusiva, il vantaggio dei fuggitivi sale leggermente fino a 2’20” anche perché il gruppo non forza l’inseguimento, ma gli undici battistrada faticano a trovare l’accordo e spesso si trovano a discutere.

Iniziata l’ascesa, il drappello al comando si sfalda e davanti restano Ciccone, Ulissi, Aerts, Milesi e Rubio, con quest’ultimo che prova poi ad allungare ma trova la pronta risposta di tutti gli altri. Nel plotone iniziano invece a farsi vedere davanti anche gli uomini della Visma | Lease a Bike, che danno qualche cambio a quelli della Decathlon e portano il gap appena sotto i 2′, mentre nelle ultime posizioni staziona un Giulio Pellizzari (Red Bull-Bora-hansgrohe) che appare non molto brillante. Sulla salita di Querciola non accade comunque nulla né davanti né dietro, ma dopo una breve discesa la strada torna subito a salire per affrontare l’ascesa conclusiva di Corno alle Scale.

Ciccone tenta subito un allungo al quale risponde il solo Rubio, ma dopo qualche chilometro assieme l’abruzzese ci riprova a 7600 metri dalla conclusione e riesce a distanziare il colombiano. Dietro, però, la Decathlon sembra decisa a giocarsi il successo di giornata con Felix Gall e aumenta ancora un po’ il ritmo, avvicinandosi a 1’15” da Ciccone, che in ogni caso continua a spingere ed entra negli ultimi quattro chilometri, dove inizia il tratto più duro, con poco meno di un minuto di margine. La Visma torna davanti per imporre un passo più regolare con Victor Campenaerts, ma avvicinandosi ai -3 Gregor Mühlberger (Decathlon CMA CGM) accelera per preparare l’attacco di Gall.

L’accelerazione fa perdere contatto a Enric Mas (Movistar) e, soprattutto, a Pellizzari, oltre a portare a 40″ il distacco da Ciccone. A 2500 metri dall’arrivo arriva quindi l’attacco di Gall, al quale risponde solo Jonas Vingegaard (Visma | Lease a Bike); nel giro di un attimo i due prendono margine sugli altri uomini di classifica, mettono nel mirino il battistrada, lo raggiungono a 1,8 chilometri dall’arrivo e, poco dopo, lo staccano. Il danese non dà comunque mai cambi all’austriaco, che prosegue comunque con un bel passo anche per cercare di guadagnare il più possibile su tutti gli altri big.

Quando, a 900 metri dal traguardo, Vingegaard accelera, Gall non può dunque seguirlo e deve limitarsi a contenere i danni, riuscendoci piuttosto bene dato che, al traguardo, giunge con 12″ di ritardo dal danese, che festeggia il bis dopo il successo sul Blockhaus. Alle loro spalle, un buon Thymen Arensman (Netcompany Ineos) viene raggiunto e poi battuto da un sorprendente Davide Piganzoli (Visma | Lease a Bike) nello sprint per la terza posizione, con un distacco di 34″, mentre la Maglia Rosa Afonso Eulálio (Bahrain Victorious) giunge a 41″ e si assicura di trascorrere il secondo giorno di riposo con il simbolo del primato sulle spalle. Gli altri uomini di classifica chiudono staccati tra i 46″ e i 50″, con l’eccezione di Egan Bernal (Netcompany Ineos) e Ben O’Connor (Team Jayco AlUla), che concludono a 1’12”, e di Pellizzari, che termina a 1’28”.

Risultato e Classifiche Tappa 9 Giro d’Italia 2026

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Pulsante per tornare all'inizio